impatti negativi

Individua la presenza di Specie Aliene Invasive

Le Specie Aliene Invasive sono specie originarie di altri paesi o continenti, che sono state introdotte dall’uomo nei nostri ambienti, in modo accidentale o volontario, dove possono causare moltissimi impatti negativi, di carattere economico, ambientale o ecologico. In Europa sono presenti circa 12.000 specie aliene, di queste circa 3.000 sono segnalate anche in Italia. Di queste, il 15% è una specie aliena invasiva. Tra le specie aliene invasive presenti in Italia rientrano anche alcuni insetti come imenotteri o lepidotteri, che possono essere facilmente osservati in prossimità delle fioriture intenti ad alimentarsi di nettare o cacciare altri insetti. Scopriamo insieme alcune di queste specie.
Foto: Marco Porporato

Nome comune: Calabrone asiatico a zampe gialle

Nome scientifico: Vespa velutina nigrithorax

Chi è:

il Calabrone asiatico a zampe gialle, Vespa velutina nigrithorax (Hymenoptera: Vespidae), è una specie aliena invasiva introdotta accidentalmente in Francia nel 2004. Grazie alla sua capacità di dispersione e al trasporto passivo di regine fondatrici nascoste in merci di vario genere (es. paglia, terriccio, legname), la specie è stata in grado di espandersi rapidamente colonizzando in pochi anni diversi stati europei tra cui l’Italia dal 2012.

Distribuzione in Italia:

la specie è presente in Liguria (prevalentemente nelle province di Imperia, Savona e La Spezia), Piemonte (porzione meridionale della provincia di Cuneo) e Toscana (provincia di Massa-Carrara). Recentemente il Calabrone asiatico a zampe gialle è stato osservata anche in Lombardia, in provincia di Pavia.

Impatti:

il Calabrone asiatico a zampe gialle è un vorace predatore di insetti, tra cui le api da miele. La sua presenza genera un impatto negativo nei confronti della biodiversità e del servizio ecosistemico d’impollinazione, oltre ad impatti economici nei confronti del settore apistico. La presenza di nidi in aree frequentate dall’uomo può inoltre generare un impatto sociale e sulla salute umana.

Dove poterla osservare:

la specie può essere osservata in prossimità delle fioriture, intenta a cacciare altri insetti o ad alimentarsi di nettare. I nidi, spesso di difficile individuazione, sono costruiti con frequenza tra le chiome degli alberi o su strutture artificiali, come cornicioni di case o balconi.

Foto: Luca Carisio

Nome comune: Ape resinosa gigante

Nome scientifico: Megachile sculpturalis

Chi è:

Megachile sculpturalis (Hymenoptera: Megachilidae) è un’ape selvatica di grosse dimensioni (14-27 mm). Nidifica in cavità, come ad esempio fori presenti in ceppi di legno. E’ caratterizzata da un capo di colore nero, torace con peli di colore marrone chiaro – arancio e addome glabro con colori tendenti al nero. L’ape resinosa gigante utilizza cavità di 10-20 mm di diametro, e sfrutta la resina delle piante per sigillare i nidi. Raccoglie polline per nutrire le proprie larve, principalmente da piante di glicine, ligustro, lavanda e Sophora japonica. Tutte queste piante sono molto spesso presenti in giardini pubblici e privati; per questo motivo si ritiene che M. sculpturalis prediliga ambienti urbani.

Distribuzione in Italia:

la specie, originaria del Giappone e del sud-est asiatico, è stata probabilmente introdotta sia negli Stati Uniti che in Europa attraverso il trasporto di legname, all’interno del quale erano presenti delle larve. M. sculpturalis si è di recente insediata in Francia ed oggi è presente in molti paesi europei, fra cui l’Italia. Il primo avvistamento in territorio italiano  risale al 2009 in prossimità di Verbania. Oggi la specie è segnalata in tutto il Nord e Centro Italia.

Impatti:

M. sculpturalis nidifica in cavità durante i mesi di giugno-agosto, dopo la stagione di nidificazione di molte altre specie di api autoctone. Le femmine, quando trovano cavità già occupate da altre specie come Osmia e Xylocopa, tendono a rimuovere le larve delle altre specie presenti per poi costruire i loro nidi. La nidificazione può inoltre avvenire nella parte esterna delle cavità già occupate, bloccando l’uscita degli adulti di altre specie nel successivo periodo di schiusa. Si ritiene quindi che M. sculpturalis possa generare un impatto negativo nei confronti di specie autoctone che utilizzano cavità di diametro simile per la nidificazione.

Dove poterla osservare:

gli adulti della specie si possono osservare sulle fioriture presenti nell’area urbana di Torino oppure, durante il periodo estivo, in prossimità di cavità, come fasci di canne di bambù,  intenti a costruire i propri nidi.

Foto: Luca Pietro Casacci

Nome comune: Licenide dei gerani

Nome scientifico: Cacyreus marshalli

Chi è:

Cacyreus marshalli (Lepidoptera: Lycaenidae) è una piccola farfalla recentemente introdotta in Europa dal Sud Africa, le cui larve si nutrono a spese di gerani ornamentali del genere Pelargonium.

Distribuzione in Italia:

la prima popolazione residente e vitale di C. marshalli è stata osservata sull’isola di Mallorca, ma nel corso degli ultimi decenni la specie ha colonizzato con successo gran parte dell’Europa meridionale. In Italia è stata avvistata per la prima volta a Roma nel 1996, per poi diffondersi rapidamente nella maggior parte delle altre regioni italiane.

Impatti:

C. marshalli rappresenta una potenziale minaccia sia per i gerani ornamentali (Pelargonium spp.) sia per le piante autoctone che ritroviamo in natura (Geranium spp.). Inoltre C. marshalli potrebbe entrare in competizione con altre specie di farfalle autoctone che utilizzano i gerani selvatici come piante per la deposizione delle uova (es. Aricia agestis e Eumedonia eumedon).

Dove poterla osservare:

gli esemplari adulti di C. marshalli possono essere facilmente osservati nelle ore più calde della giornata, in prossimità dei gerani (utilizzati per l’ovodeposizione) o sui fiori per alimentarsi di nettare. Gli stadi larvali, di colore variabile dal giallo al verde, possono essere osservati sulle piante bersaglio.

Unisciti al progetto MoVITo su iNaturalist.org

Scopri come fare